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camilla-rzz84

Remember me whenever noses start to bleed.

Camilla .

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June 26

咖啡

Non mi piace il caffè.
Non mi piace avere le occhiaie viola paramento funebre.
Non mi piace essere così maledettamente testarda.
 
 
 
(Cronaca di una notte di studio.)
May 09

NoTitle

A volte un'idea arriva a sfiorarci, a irretirci e a farci prendere una decisione, di cui però rimaniamo del tutto inconsapevoli; semplicemente quella resta lì, in un angolino, sepolta, dimenticata, in attesa che riusciamo a trovare la volontà, l'energia, o forse solo il tempo per attuarla.

Poi ad un certo punto succede qualcosa che fa scattare una molla nella nostra testolina, e pian piano il meccanismo si mette in atto...

 

A volte ci sono decisioni che ci spaventano perchè sembrano terribilmente grandi, terribilmente difficili, terribilmente complicate.

Ma in seguito ci accorgiamo che alla fin fine non è nulla di particolarmente eccezionale, e basterà semplicemente far diventare la novità un'abitudine perchè tutto vada al suo posto.

 

 

A volte mi chiedo perchè mi ci sia voluto così tanto tempo per capire.

 

A volte mi domando cosa mi spinga a reagire in un determinato modo, cosa mi porti a cambiare sempre le carte in tavola.

 

A volte vorrei semplicemente avere più tempo per informarmi, per studiare, per andare a fondo in certe questioni.

 

 

 

Sono rimasta assente a lungo dalle pagine di questo blog, e ora ricompaio con un intervento incomprensibile.

Non importa. A volte mettere per iscritto le proprie riflessioni aiuta ad analizzarle con maggiore spirito critico.

 

November 01

Happy happy Halloween!

In principio era il primo di Novembre, la festa cristiana di Ognissanti, seguita dal giorno dei Morti, il 2 Novembre. Un giorno di vacanza, una scusa per stare a casa da scuola.
A Sant'Angeles però la data importante è sempre stata la seconda domenica di Novembre, ossia l'Ottava, otto giorni dopo i Morti.
Da piccola non rinunciavo ad onorare questa ricorrenza, e dopo cena andavo sempre al cimitero ad accendere i lumini su tutte le tombe di famiglia. Ero ingenua, gioivo per ogni fiammella che riuscivo a far avvampare con le dita intirizzite dal freddo novembrino, e, senza badare a tutti i noiosi meccanismi cattolici (per me totalmente insensati già all'epoca), sentivo l'importanza di serbare la memoria dei famigliari scomparsi. Il ricordo è importante, l'oblio è la vera morte, l'ultima e la più definitiva.
Poi è arrivato Halloween, con la sua tiritera "Dolcetto o scherzetto?", le sue zucche, i suoi mostri. Non ha fatto un'entrata trionfale; si è intrufolato di soppiatto nella nostra cultura, con gridolini deliziati di paura, e la promessa di incubi spassosi per grandi e piccini. E così la festività si è spostata al 31 di Ottobre. Torme di bambini infagottati nei loro costumi da vampiri e streghe scintillanti, emblema di un raccapriccio edulcorato, si rincorrono per le strade, confrontando i rispettivi bottini. Una fiumana di ragazzi più o meno giovani aspetta la più canonica ora delle streghe per correre a far baldoria in discoteche e locali vari, dove impazzano feste a tema per tutti i gusti.
Quest'anno la vera novità è stata il sentirmi fare gli auguri di buon Samhain. Una rapida ricerca su Wikipedia mi ha edotto riguardo al termine, il quale, ora lo so, indica la principale festività del calendario celtico, quando il mondo dei morti poteva entrare in contatto con quello dei vivi, nella notte più magica dell'anno. Pare essere l'ultimo grido in fatto di neopaganesimo.
 
Ora, non è mia intenzione bollare Halloween come un'americanata, e nemmeno auspicare un ritorno alle "nostre" più vere tradizioni rispolverando riti antichi... (E qua dovrei aprire una parentesi, perchè in Italia di tradizioni se ne sono susseguite ben più d'una nei secoli, e quindi è del tutto soggettivo decidere a quale ci si vuole attenere... Ma non approfondisco.)
La mia era una semplice riflessione, nata dall'essermi accorta che in fondo per me la data di oggi non ha nessun significato, e nemmeno mi serve una scusa per avvolgermi nella carta igienica e andare in giro fingendo di essere un reperto egizio assetato di sangue.
Non ho conclusioni da trarre, mi sento solo irrimendiabilmente annoiata da tutto ciò.
 
 
Post Scriptum: "Happy happy Helloween, Helloween, Helloween, happy happy Helloween, ooooh ooh oooh oooh!" è uno dei coretti imprescindibili e immancabili ad ogni concerto degli Helloween.
Lo so, quello che scrivo è sempre pieno di citazioni, riferimenti, allusioni a libri, testi musicali, film,  o semplicemente ricordi. Non pretendo che li riconosciate, perchè è impossibile. Ma non voglio nemmeno mettermi qua a spiegarli ogni volta. Come direbbero i cinesi: 没有办法!=)
 
October 31

L'hiver est arrivé

L'inverno è arrivato, portando pioggia sferzante, portando freddo pungente, portando... buio.
L'inaspettato incupirsi del cielo a metà pomeriggio. La tenebra punteggiata di vetrine e lampioni.
La repentina oscurità mi acceca, io, che avevo passato gli ultimi sei mesi a svegliarmi all'alba per poter godere di ogni singolo raggio di luce. Io, che avevo faticosamente raggiunto un equilibrio, un ritmo solare, da animale notturno qual ero.
Ora dovrò fare i conti con la limitata luminosità delle giornate.
L'unica nota positiva è il cioccolato: quale miglior rimedio per contrastare l'imminente arrivo del gelo e della nebbia? =)
August 23

Colours of my world

Colours of My World
 
 
Slowly hopes left place to dreams
[...]

Somewhere in my dreams I can see
Lying the colours of my world
Where my spirit sometimes falls
And I wonder if there's a way to paint these walls
With the colours of my world living deep inside my soul
 
 
 
- Vision Divine -
June 17

Update pt.1

Sarà passato circa un mese dall'ultima volta che ho scritto sul blog... E in questo lasso di tempo avrei voluto postare un sacco di pensieri, solo che non ne avevo mai il tempo o il modo. Per questo, farò un post unico, cercando di metterci dentro tutto ciò che ho lasciato indietro!

 

16 Aprile - 神韵晚会

Questa sera sono andata a Milano con mia mamma a vedere il Chinese Spectacular, cioè uno spettacolo con balletti tradizionali cinesi messi in scena dalla Divine Performing Arts, una compagnia di cinesi che vivono negli Stati Uniti. Sono costretti a vivere all’estero perché sono seguaci del Falungong, una setta pacifista che è stata bandita dalla Cina alla fine degli anni ‘90. Lo spettacolo è stato carinissimo, molte cose erano simili a quelle che avevo già visto in Cina, ma il tutto molto più curato e scintillante, insomma, di alto livello! L’unica cosa di cui non sono pienamente soddisfatta sono stati i cantanti lirici, che hanno cantato in modo “occidentale”, invece di esibirsi in quelle specie di miagolii che costituiscono le canzoni tradizionali della loro terra. Erano comunque bravissimi, niente da dire! In sala erano presenti tantissimi cinesi, quasi quasi mi sentivo fuori posto! Linguaccia

 

24 Aprile – Far East Film Festival, Udine

Giornata intensa con sveglia alle prime luci dell’alba per l’immancabile appuntamento con il cinema asiatico! Una maratona di proiezioni, una di fila all’altra, che dura dalla mattina presto fino a notte fonda! Tutti i film sono in lingua originale con sottotitoli inglesi. Fantastico. Il programma era molto interessante anche in alcuni degli altri giorni, ma, impossibilitata a seguirne più di uno, ho scelto uno di quelli più tranquilli. Non l’Horror Day, come due anni fa… Mi sono trovata con Mela in stazione, siamo saltate sul treno delle 7, e, un paio d’ore più tardi, ci siamo ritrovate a Udine. Raggiungiamo il palazzotto proprio al pelo, perché il primo film stava per iniziare.

HELLCATS, un film coreano, racconta la storia di tre donne (madre, figlia e zia) che convivono assieme a Seul. Una commedia romantica in stile coreano, ma meno melensa del solito, il che è un punto a suo favore! Ben architettato, anche divertente in certi punti, un bel film!

MAGIC BOY, un film di Hong Kong, mamma mia il cantonese è davvero una lingua tremenda, non lo imparerò mai! Racconta una storia carinissima, dolce, un po’ infantile se vogliamo, ma a me ha fatto tanta tenerezza. A parte il finale, che, ecco, si poteva sviluppare un pochino meglio, invece di tagliarlo così.

YOUR FRIENDS, film giapponese, lunghissimo. Per fortuna era abbastanza interessante, anche se statico e un po’ lento. Racconta la storia di un’amicizia tra due bambine, legate da una nuvola…

THE OTHER HALF, film cinese, un ennesimo triangolo al femminile. Racconta la storia di tre donne, la madre e le sue due figlie. Rivedere sullo schermo degli scorci di Pechino mi hanno fatto tornare alla mente un sacco di ricordi, e tanta nostalgia. Il film non è male, in certi punti mi ha fatto davvero ridere, in ogni caso il regista si gioca bene le sue carte, e riesce a tirare fuori un bel finale a sorpresa.

A questo punto siamo tornate a casa, rinunciando a vedere i tre film della sera. Mi dispiace di non aver visto l’altro film cinese, ma non importa, lo cercherò in internet. Animoticon

 

28 Aprile – Yu Hua

Grazie alle conoscenze dei nostri adorati professori, siamo riusciti ad avere il grandissimo Yu Hua per una conferenza in università. Yu Hua è uno dei maggiori scrittori cinesi contemporanei, ha uno stile abbastanza particolare, e i suoi libri riescono sempre a colpire il lettore. Dopo averlo visto dal vivo, devo anche aggiungere che è un personaggio fantastico, divertente, e alla mano (come del resto lo sono anche tutti gli altri artisti cinesi più o meno famosi che mi è capitato di conoscere negli ultimi anni). Parla volentieri, e ci ha raccontato un sacco di episodi autobiografici, che effettivamente ritornano anche nelle sue opere. Insomma, strepitoso!! A bocca aperta

 

Vetro

Non so bene come, non so bene perché, ma in questo periodo ce l’ho su con i vetri. O, più probabilmente, sono i vetri ad avercela con me. Tutto è iniziato a metà maggio qua a Venezia, lavando i piatti mi è capitato di rompere un bicchiere. Niente di grave, può capitare. Poi, a fine mese, sono tornata a casa, e, prendendo un barattolo, mi è scivolato il coperchio (di vetro), che si è schiantato sul pavimento infrangendosi nei classici mille pezzi. Un paio di giorni dopo, e qui viene il bello, non chiedetemi come possa essere successo, mi è caduta in testa un’intera FINESTRA. Altro che mille pezzi, erano molti di più. Per fortuna, a parte un paio di taglietti sulla mano, ne sono uscita illesa. Un po’ scossa, ma incolume. Non so bene cosa mi stia accadendo, ma sono abbastanza preoccupata. Tanto più che tra una decina di giorni dovrò recarmi a Murano in una VETRERIA a ritirare due foglie di vetro per conto di terzi. Come la vedete?? Secondo me, non ne esco viva… Aiuto! Sorpresa

 

Medicina cinese

Verso fine maggio sono andata ad un incontro sulla medicina tradizionale cinese, organizzato dall’università. A parte che io, avendola provata di persona, so già parecchie cose al riguardo, in ogni caso questa conferenza ha risvegliato il mio interesse, e ora sono più propensa che mai a fare un secondo tentativo. E, se necessario, anche un terzo, e magari un quarto…
Alla fine, per una serie di riflessioni, sono giunta ad una decisione storica: da settembre inizierò ad andare in palestra!!
(Non interrogatevi sul collegamento tra la medicina cinese e la palestra, il mio cervello non gira necessariamente in modo logico!)

Sorriso

 

2 Giugno – Firenze

Volevo assolutamente visitare una mostra di arte cinese a Firenze, e mio padre, sant’uomo, ha acconsentito a portare me e i miei fratelli a fare un giro nel capoluogo toscano. Prima di tutto abbiamo fatto tappa al cimitero, a salutare la nonna. Ebbene sì, ho un quarto di sangue toscano. E nonostante questo, era la prima volta in vita mia che mettevo piede a Firenze. Che vergogna. Poi siamo andati in centro, abbiamo visto le varie chiese e palazzi, che già conoscevo per averli studiati sui libri di arte, e, alla fine, siamo saliti in cima al campanile di Giotto. Che fatica! Però io adoro salire in cima a torri, campanili e pagode, perché poi da lassù c’è sempre una vista fantastica. A quel punto ci siamo separati, e io sono andata a visitare la mostra “Cina – Capolavori mai visti”, che, per la cronaca, è stata curata e organizzata dalla mia professoressa di arte cinese. La mostra non è tanto grande, ma c’erano dei pezzi molto belli, quindi mi reputo soddisfatta. Tranne per la luce, praticamente era buio là dentro, e, per leggere, dovevo appoggiare il naso sui cartelli! Uffa. Poi ho recuperato i miei, abbiamo sciacquato i panni in Arno sporgendoci dal Ponte Vecchio, e siamo tornati indietro alla macchina. Infine, prima di rientrare in autostrada, siamo andati a Fiesole, sui colli, a dare un’occhiata in giro. E per concludere, una bella coda in autostrada all’altezza di Bologna!

In generale, mi sembra che la città di Firenze non sia tenuta poi così bene. Certo, ci sono edifici splendidi, ma le strade e, in generale, tutto il centro, non mi è parso tanto curato. Un vero peccato, considerato che è una città con un immenso valore storico e culturale. Molto belle invece le colline, promosse a pieni voti.

 

Incontri

Mi è sempre piaciuto osservare la gente quando vado in giro: per le calli, al supermercato, in posta, che siano veneziani, o turisti, mi diverto a vedere la varia fetta di umanità che si muove per le strade. E, ogni tanto, capita di vedere cose curiose, che si imprimono nella memoria.

- Camminando per Strada Nuova, mi è capitato di incrociare due coppie di gemelli. Due ragazzi, identici, e due ragazze identiche. I due ragazzi avevano entrambi la barba lunga (sebbene si vedesse che erano molto giovani), indossavano quella specie di cuffietta che si mettono in testa gli ebrei, e avevano i riccioli (non so come si chiamano) davanti alle orecchie, altra cosa tipicamente ebrea. Vestiti entrambi allo stesso modo, con pantaloni, camicia e gilet in colori scuri e sobri, avevano un’aria molto severa. Le due ragazze avevano identici occhioni grigi, capelli lunghi e neri, e indossavano lo stesso vestitino rosso fuoco. Camminavano a passo spedito esattamente in mezzo alla calle, parlottando in una lingua che non ho riconosciuto, forse francese.

- A Milano, in tram, una volta mi sono seduta di fronte ad una ragazza mulatta, bellissima, che secondo me era una modella. Con i capelli cotonatissimi, indossava uno straccetto nero senza maniche e un paio di leggins leopardati, era truccata in modo perfetto, senza essere eccessivo. Mani curate, quando ha risposto al telefono ho sentito che aveva un accento british. Palesemente non era italiana. Aveva dei lineamenti eleganti, da bambolina, e una bellezza consapevole. Una di quelle ragazze che potrebbero vestirsi con un sacco della spazzatura, e sembrare comunque delle principesse. Sarà anche un luogo comune, ma le si adattava perfettamente.

- Andando in biblioteca, ho assistito alla scena di un frate che incrociando una conoscente, una signora che aveva passato la mezza età, l’ha apostrofata con un: “Sei ancora viva?”. Io sono rimasta basita, ma anche molto divertita! Ma guarda un po’, ti sembra il modo di salutare??

- Uno degli ultimi giorni di maggio, ero appena uscita dall’università di Milano con Sara, stavamo tornando in Duomo parlando dei fatti nostri, quando Sara ad un certo punto indica un tipo fermo sul marciapiede, e mi fa: ”Quello assomiglia a Jovanotti!”. Esattamente due secondi dopo gli passiamo accanto, lui in quel momento risponde al telefono con una bella voce squillante, io e Sara ci guardiamo: “Quello E’ Jovanotti”. Senza rivolgergli una seconda occhiata, tiriamo dritto. Insomma, fosse stato Brian Molko gli sarei sicuramente saltata addosso. Ma Jovanotti… per piacere! Linguaccia Però ho riflettuto sul fatto che sono riuscita a riconoscerlo solo grazie alla voce. Insomma, fin da piccola sono stata abituata a sentire le sue canzoni ovunque, e ormai la sua voce mi è assolutamente familiare. Sarei riuscita a capire che era lui anche ad occhi chiusi.

- Ero in treno, stavo tornando a Venezia. Ad un certo punto, è salita in carrozza una ragazza con un gattino piccolo piccolo infilato nella borsetta! Era bellissimo, avrei voluto alzarmi e chiederle se me lo faceva spupazzare un po’, ma non mi sembrava il caso, e così sono rimasta a guardarla da lontano con invidia.

- Settimana scorsa, passando da Rialto, ho incrociato una coppia di cinesi di mezza età. Niente di strano, se non fosse che lui aveva i capelli tinti di un fantastico rosso volpe!

 

Per oggi direi che può bastare. Ci sono ancora un paio di cose che ho lasciato indietro, ma ne parlerò la prossima volta! A bocca aperta

May 24

Abandoned

Abandoned

Once my life was plain and clear
I recall
Once my ignorance was bliss
Nightfall came
Like a serpent's kiss
To my troubled mind

Why my God
Have you abandoned me
In my sobriety
Behind the old façade
I'm your bewildered child
So take me cross the river wide

Binding promises were made
On my soul
Grand illusions lead astray
Ice cold winds swept my heart away
Bring me back to you
 
Why my God
Have you abandoned me
In my sobriety
Behind the old façade
I'm your bewildered child
So take me cross the river wide

[Helena]
I remember a song
Like in a dream
Where September was long
And winter unreal

Why my God above
Have you abandoned me
In my sobriety
Behind the old façade
I'm your bewildered child
So take me cross the river wide
 
 
Un crescendo emozionante, una delle canzoni più belle dei Kamelot. Inutile aggiungere ulteriori commenti, bisogna ascoltarla per capire. :)
 
   

April 19

13 Aprile 2008– Kamelot

Molta gente ricorderà questa data per le elezioni. Io la ricorderò per uno dei concerti più intensi a cui mi sia capitato di assistere: il Ghost Opera European Tour dei Kamelot.

Anche se nessuno credeva che lo avrei fatto seriamente, alle 15:00 ero in fila fuori dall’Alcatraz di Milano. Assieme a me c’erano una ventina di ragazzi, ma ovviamente la gente aumentava col passare del tempo, anche se non ci facevo troppo caso, perché mi ero portata dietro un libro, ed ero impegnata nella lettura. La gente lì attorno mi osservava stranita, in effetti portarsi un libro ad un concerto è una cosa abbastanza insolita. Poco dopo le 17.30 è arrivata Sara, e abbiamo chiacchierato fino alle 19, quando finalmente hanno aperto i cancelli. Non ho aspettato quattro ore inutilmente: mi sono ritrovata in prima fila, appoggiata alla transenna, un po’ spostata sulla sinistra, ma comunque in posizione centralissima: l’ideale! Ah, sto parlando del palco piccolo, perché i Kamelot sono un gruppo per pochi eletti, e le prevendite non sono state certo numerose…
Dopo mezz’oretta inizia a suonare il primo dei due gruppi di spalla: tali Forever Slave, band female fronted spagnola che non avevo mai sentito nominare… e te credo! Rimangono on stage per un tempo assolutamente spropositato, almeno 30 minuti. La scena era
 tra il penoso e l’imbarazzante. I suoni non erano perfettamente equalizzati, si sentivano benissimo basso e batteria, un po’ meno bene la chitarra, e poco le tastiere. Anche la voce non era ben regolata, ma non era certo questo il problema principale! La voce della cantante era praticamente inesistente. Per due terzi delle canzoni l’ho vista muovere la bocca senza sentire un solo suono. Sembrava di guardare la tv senza audio. Pessimo. Ogni tanto riuscivo a cogliere un flebile sussurro, e capivo che nelle sue intenzioni voleva essere un acuto. Per di più andava sempre fuori tempo, e, quando cercava di incitare il pubblico, batteva le mani completamente a caso, senza seguire il ritmo della musica. Terribile. Non so come siano finiti in tour con i Kamelot, in ogni caso spero di non rivederli mai più. Inoltre, il pubblico presente in sala era ancora abbastanza scarso, e piuttosto freddino.

Dopo di loro, ecco i Firewind, dalla Grecia con furore. Finalmente si ragiona! Una band che volevo sentire da tempo, li conoscevo solo di nome, ed ero curiosa. Sono stati una scoperta, mi hanno davvero colpita (o magari mi sono sembrati meglio di quello che in realtà sono, per l’inevitabile confronto con il gruppo che aveva suonato prima di loro…). In ogni caso, la loro performance è stata convincente, le canzoni molto orecchiabili, il cantante, Apollo, una forza, coinvolgente e anche abbastanza divertente! Insomma, un voto più che positivo ai Firewind! Ora dovrò approfondire la loro discografia, sono convinta che meritino una chance!
I roadie dei Kamelot ci hanno messo tre quarti d’ora buoni a sistemare la scenografia e tutto il resto. Devo ammettere che sono stati estremamente accurati e scrupolosi, e mi sono divertita ad osservarli dalla mia postazione privilegiata. Il palco era così composto: sullo sfondo il solito telone con il logo dei Kamelot e il disegno che c’è sulla copertina di Ghost Opera (in realtà io speravo in uno schermo, come la volta precendente…pazienza!), una pedana con al centro la batteria di Casey Grillo (wow, è batteria favolosa!) con un microfono su ciascuno dei due lati, quello a sinistra per la corista, e l’altro per Khan, quando si spostava. Dei gradini, pieni di luci, permettevano di scendere dalla pedana. In prima fila all’estrema destra c’erano le tastiere, a destra il bassista, al centro Khan e a sinistra Youngblood.
Ed eccoci al concerto vero e proprio:
si abbassano le luci, entra in scena una ragazza mascherata, con un vestito lungo, e un violino. Si piazza su una pedana al centro del palco, e attacca con Solitarie, l’intro di Ghost Opera. Nel frattempo, alle sue spalle, scivola in posizione Grillo, pronto ad iniziare con Rule the World, e poi tutti gli altri prendono posto. Ultimo, fa la sua entrata in scena Roy Khan, con un soprabito lungo fino ai piedi, molto gotico. Tempo trenta secondi, e già gronda di sudore… forse è un po’ troppo vestito! Ma a parte questo, la performance è un crescendo da brivido, i Kamelot sono precisissimi, preparatissimi, e curatissimi nell’interpretazione delle varie canzoni, è tutto super meticoloso, fino all’ultimo gesto, niente viene dato per scontato. Uno spettacolo, nel vero senso della parola. C’era anche una corista, anche lei con un bellissimo abito lungo, che faceva su e giù dal palco a seconda delle canzoni, quando la sua presenza era richiesta. Devo ammettere che in The Haunting ho sentito la mancanza di Simone Simmons, ma per il resto se l’è cavata bene. Non posso elencare tutte le canzoni che hanno fatto, non ho segnato la scaletta, ero troppo occupata a godere della mia fantastica postazione, che mi ha procurato un solenne torcicollo, perché il palco era così vicino che sono dovuta stare tutto il tempo col naso all’insù per vedere bene. D’altro canto, la cosa positiva è che tutti i componenti della band, tranne il tastierista (fidanzato di Simone degli Epica), si sono fermati lì sulla pedana davanti  a me, e tutti mi hanno stretto la mano, perché ero la più vicina. È stata carinissima la corista, che mi ha preso la mano, e non me la mollava più, stringeva fortissimo. Anche Khan! Hanno fatto due encore, chiudendo il concerto con una immancabile Karma, che veniva reclamata a gran voce da tutti i presenti. Per concludere in una parola: emozionante.

Uscita dall’Alcatraz, ho salutato Sara, e ho recuperato Yiqin e Dani Ski, che erano arrivati tardi, e quindi non eravamo riusciti a vederci prima. Ho fatto da autista a entrambi, grazie al mitico navigatore! Quando li ho salutati, prima Dani e poi Qin, mi è venuta la fortissima tentazione di tornare al locale e vedere se c’erano ancora in giro i Kamelot, ma ero davvero troppo stanca, e alla fine sono andata dritta a casa, felice, contenta, e soddisfatta. =)

April 08

Panzerotto non andare via...

Ieri sera sono stata invitata ad una panzerottata al BP, il locus amoenus in cui ho abitato per i primi tre anni qua a Ve.
Ora sono cambiate tante cose là dentro, ma ogni volta che metto piede sul primo gradino, mi sento sempre a casa, nonostante tutto.
Devo ammettere che è stata una bella serata, anche se in teoria non avrei potuto mangiare i panzerotti, e nemmeno la torta, ma in realtà mi sono sbafata tre dei primi, e una bella fetta della seconda! Ed era tutto buonissimo... tutto cucinato da una pugliese doc, con l'aiuto degli altri ragazzi.
Ogni tanto un cambiamento può essere positivo... e sono grata a Mela, che mi invita sempre, e mi fa conoscere questi nuovi amici, che davvero sono molto simpatici, mi trovo bene assieme a loro. Anche se, per carattere e per interessi vari, mi sembrano tutti molto diversi da me. Anche se studiano quasi tutti architettura. Non c'è niente da fare, qua a Ve siamo tutti sinologi o architetti, non c'è scampo! ;)  Eppure si va d'accordo lo stesso!
Purtroppo non ho nemmeno una foto da postare, me le farò passare da Anna, e le aggiungerò in seguito.
=)
April 06

April the 5th

Today I've found by chance a song from long time ago. It was on the soundtrack of a random video on youtube, and I recognised it immediately: "Truly, Madly, Deeply" by Savage Garden. They were one of my favourite bands when I was 13 years old, and that was for sure one of my favourite songs. When I first heard it a couple of hours ago, I felt such a strange feeling... the shadow of a memory... and now I keep listening to it, I can't stop.
They shot the video in Paris, where I went exactly a couple of months before the release of the song. Maybe that's why I always felt close to this song... or maybe because I'm not a metal girl at all, but only a poser from the mtv generation!! Ahaha!! Animoticon
Here's the video:
 

    

News number two: today I made my first Lemon Curd! I found the recipe on some website, and I was so curious, 'cause I've never even heard about it!
So I just decided to try and make it, and that's the result:

05-04 Lemon curd

Warning: you're better be careful, because it's a really addictive stuff!! I'm sure this is going to be my spring/summer drug! It's sooo yummy! A bocca aperta

 

 
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finalmente anch io sto dando un'occhiatina veloce al tuo blog!cami!mi sono presa il portatile e quando torno a tenerife ci sentiamo via pc!che bella la modernità...che però ancora fatica ad appartenermi!
ti penso...
Nov. 7
comproprietà
Apr. 17
ho sbagliato, avevo un altro account (ecco cosa succede ad avere pc in compropieta'),

ora dovrebbe capirsi che sono lullaby......
Apr. 17
aaaa bbbbbbwrote:
ciao spunty,

hai lo sfondo che ho tenuto x piu' di un anno nel mio blog, evidentemente i fan degli epica hanno gli stessi gusti..

messaggi da blackster ne vuoi? :)

ciao piccola :)
Apr. 17
Giacomowrote:
Non mi sembra di parlare solo di calcio....
Scusa ancora per oggi, ma stavo davvero malissimo, son crollato.
Se riesci, in questi giorni, recuperiamo il coffee
Baci
Jan. 29